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L'INFANZIA DI SAN
GIOVANNI BOSCO
Il 25 ottobre del 1835 un ragazzo riceve la Vestizione: in quell’occasione, circondato dagli amici e dalla madre Margherita, promette di aiutare e fare del bene a tutti i ragazzi che incontrerà. Don Bosco era nato mercoledì 16 agosto 1815 ai Becchi, una frazione di poche case sparse sulle alture del Monferrato. Il governo Napoleonico era appena caduto, l'Europa stava riorganizzando la sua politica e la sua carta geografica, cercando di cancellare il passaggio dell'usurpatore francese. In Piemonte era tornato Vittorio Emanuele I di Savoia.
Se la vita in campagna era dura a quel tempo, senza macchine e fertilizzanti, con i campi devastati dalle guerre francesi, ancor più lo doveva essere per la famiglia Bosco, dopo che il padre, colpito da polmonite, morì: tutto fu allora mandato avanti da Margherita, madre di tre figli (Antonio,Giuseppe e Giovanni) che insegnò loro, tra l’altro, anche religione.
A 9 anni c’è un avvenimento degno di nota nella vita di Giovanni: un sogno strano, in cui il protagonista si vide circondato da ragazzi maleducati che bestemmiavano, e lui, per farli tacere, adoperò botte e pugni. Ma all'apparizione di un uomo che lo prese per mano, e di una donna dal volto luminosissimo tutto cambiò: i ragazzi si trasformarono in mansueti agnellini e Giovanni comprese dove stava sbagliando: non doveva ricorrere alla forza per convertirli, ma all'amore. Giovanni ebbe occasione di andare a scuola, appassionandosi della lettura e maturando in sé il desiderio di farsi prete.
Ma questa passione di Giovanni per lo studio non era molto ben vista dal fratello Antonio, di 17 anni: egli contestava il suo desiderio d’istruirsi e di continuare gli studi, convinto che, per tirare avanti, non ci sarebbe avuto bisogno di una persona colta. Una sera del febbraio 1827 scoppiò un’inevitabile lite tra i due e Giovanni fu costretto a lasciare casa, cercando lavoro in varie cascine nei dintorni, fino a che, nel 1829, un casuale incontro con un parroco di
Morialdo, a pochi chilometri di distanza dai Becchi, gli riapre le porte dello studio.
Intanto, morto Don Calosso (questo era il nome del curato), Giovanni continuò gli studi a Castelnuovo ed a
Chieri. Era solitamente preso in giro dai compagni più grandi di lui e anche dai suoi stessi coetanei, che vedevano in lui soltanto uno studioso. Giovanni amava il latino, che aveva imparato da un vecchio prete, e decise di aiutare coloro che non riuscivano ad avanzare in questa materia. Cambiando istituto, comunque, mutarono anche i rapporti con i compagni: Giovanni arrivò addirittua ad un pelo dalla sospensione per aver passato i risultati degli esami ad un compagno in evidente difficoltà. Terminato il periodo scolastico, Giovanni pensa di farsi frate, ma un sogno lo ammonisce: “Questa non è la strada che ti ha preparato il Signore".
Fattosi infine prete, Don Bosco ha modo di recarsi a Torino; e qui scopre la miseria che affligge i ragazzi della città, che sono obbligati a lavorare per aiutare il misero bilancio della famiglia, quasi sempre impegnata in fabbrica. Decide dunque di aiutare quei poveretti e, nonostante un po’ di diffidenza iniziale, riesce a guadagnarsi la loro fiducia. Acquista vari edifici a Torino dove poter far divertire i propri piccoli amici, e dove, tra l’altro, insegnare loro a scrivere, a contare e il catechismo.
[da wikipedia http://it.wikipedia.org
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